ArcheologiaA Santa Teresa Gallura, guardando il mare, passeggiando per
la campagna si sente forte la musica del Tempo. I grandi spazi, i paesaggi
incontaminati, la primordiale bellezza dei luoghi, i profumi antichi, tutto
spinge il pensiero verso epoche lontane, anzi lontanissime, ove uomini,
eroi, natura e divinit popolavano la Gallura. Poche, ma di grande suggestione,
le testimonianze di questo remoto passato: sulla strada per Capo
Testa, un intero villaggio nuragico, di cui si possono vedere le fondamenta
circolari delle capanne, i recinti per gli animali, e persino la base di
una fornace.
I Protosardi svilupparono una autonoma e originale organizzazione sociale,
il cui tratto pi conosciuto e spettacolare costituito dai resti preistorici
dei Nuraghi, sulla cui destinazione gli studiosi non concordano, ravvisando
in essi, alcuni regge, altri tombe, altri templi, altri fortificazioni.
Effettivamente la loro dislocazione lungo l'area perimetrale fa pensare
che quest' ultima sia l' ipotesi più probabile. Purtroppo nel corso
dei millenni le rocce sedimentarie o eruttive con cui senza malta cementizia,
i Nuraghi ( 1600 a.C) venivano eretti, con straordinaria perizia tecnica,
a forma di tronco di cono, sono state utilizzate per recintare poderi o
erigere nuove costruzioni. Tuttavia vero che le pietre parlano: straordinaria
l'emozione che comunicano i resti nuragici ricoperti di muschi nella loro
possente semplicit. La comunit pastorale che viveva in epoca nuragica
a Santa Teresa aveva i suoi luoghi di culto, i suoi eroi da onorare, come
testimoniano le due tombe di gigante recentemente portate alla luce dalla
Sovraintendenza di Sassari in localit Lu Brandali e la
Testa.
E' possibile visitare i siti archeologici che si trovano in
aperta campagna, immersi nella macchia mediterranea che, sommergendoli completamente,
li ha preservati dalla totale distruzione.
E' di grande suggestione sedersi, nel silenzio, con lo sguardo rivolto al
sole all'interno dell'esedra, lo spazio antistante la Tomba, proprio come
dovevano fare le popolazioni antiche per una vera e propria magnetoterapia.
Aristotele racconta che i Sardi usavano dormire presso le tombe dei loro
eroi, dei quali conservavano i corpi incorrotti. Numerose testimonianze
indicano come fonte di benessere la sosta in quei siti, che anche ai pi
agnostici suggeriscono quiete e benessere psicofisico.
|